si rimira vanitoso,
imbellettato di blu cobalto,
si è cinto di luce, là in alto.
Lei gli parla sussurrando,
timida,
ritrosa,
poi avanza schiumando,
rabbiosa:
l’ha accecata di luce riflessa,
il presuntuoso.
Una linea sottile li divide,
uguali in un istante,
diversi nell’eternità.
Secondi,
secoli immutati
scorrono sui granelli dorati.
La vita, la sua impronta
lasciata sulla sabbia
. Bolle iridescenti,
sotto una luce accecante
l’hanno cancellata.
È morta così
la goccia di vita,
sparita nel tempo passante.

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